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AGGIORNAMENTO PROFESSIONALE DEI REVISORI PER L'ANNO 2019

PROGRAMMA FORMATIVO ANNUALE 2019

E' stato firmato in data 13 febbraio 2019 il programma annuale previsto dall'articolo 5 del decreto legislativo n. 39 del 2010, con il quale è aggiornato il precedente programma relativo al 2018. I contenuti dei corsi validi ai fini dell'assolvimento dell'obbligo formativo dovranno corrispondere ai temi e argomenti elencati in tale programma.

Si ricorda agli iscritti, che attraverso un accordo di collaborazione stipulato con l'alta  scuola di formazione  professionnale è possibile seguire gli aggiornamenti on-line di 20 0re, come per gli anni precedenti,  attraverso la piattaforma A.N.P.A.R.

Clicca qui per compilare la scheda  d'iscrizione da inoltrare direttamente all' A.N.P.A.R:

 

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Esame integrativo ai fini dell’iscrizione al registro dei revisori legali, per chi ha superato l'esame di dottore commercialista

Esami di stato - sessioni 2019 - Professione di dottore commercialista ed esperto contabile

................:Omissis.............

O R D I N A:

ART. 1

            Sono indette nei mesi di giugno e novembre 2019 la prima e la seconda sessione degli esami di Stato di abilitazione all’esercizio della professione di dottore commercialista e di esperto contabile.
Sono altresì indette, all'interno delle sessioni d'esame innanzi indicate, le prove integrative per l'abilitazione all'esercizio della revisione legale, di cui all’articolo 11, comma 1, del decreto 19 gennaio 2016, n. 63 citato in premessa.

ART. 2

            I candidati possono presentare l'istanza ai fini dell'ammissione agli esami di Stato in una sola delle sedi elencate nella tabella annessa alla presente ordinanza.

ART. 3

I candidati agli esami di Stato devono presentare la domanda di ammissione alla prima sessione non oltre il 23 maggio 2019 e alla seconda sessione non oltre il 18 ottobre 2019 presso la segreteria dell’università o istituto di istruzione universitaria presso cui intendono sostenere gli esami.
Coloro che hanno presentato domanda di accesso alla prima sessione e che sono stati impossibilitati a partecipare alle prove possono presentarsi alla seconda sessione producendo a tal fine nuova domanda entro la suddetta data del 18 ottobre 2019, facendo riferimento alla documentazione già allegata alla precedente istanza.
La domanda, in carta semplice, con l’indicazione del nome e cognome , della data di nascita e di residenza, deve essere corredata dai seguenti documenti:

a. - per l’abilitazione all’esercizio della professione di dottore commercialista:

diploma di laurea specialistica nella classe 64/S o di laurea magistrale nella classe LM 56 (scienze dell’economia); diploma di laurea specialistica nella classe 84/S  o diploma di laurea magistrale nella classe LM 77 (scienze economico- aziendali), ovvero diploma di laurea rilasciato dalle facoltà di economia secondo l’ordinamento previgente ai decreti emanati in attuazione dell’art.17, comma 95, della legge 15 maggio 1997, n.127, ovvero altro titolo di studio conseguito all’estero, riconosciuto idoneo ai sensi della normativa vigente.
- per l’abilitazione all’esercizio della professione di esperto contabile:
diploma di laurea nella classe 17 o nella classe L 18 (scienze dell’economia e della gestione aziendale),  nella classe 28 o nella classe L 33 (scienze economiche), ovvero altro titolo di studio conseguito all’estero, riconosciuto idoneo ai sensi della normativa vigente.
- per l’eventuale espletamento delle prove integrative ai fini dell’iscrizione al registro dei revisori legali, di cui all’art. 11, commi 1 e 2, del decreto 19 gennaio 2016, n. 63

  1. per i soggetti che intendono abilitarsi alla professione di dottore commercialista ed      esperto contabile ed espletare le prove integrative: i titoli accademici innanzi richiesti per le rispettive abilitazioni all’esercizio della professione di dottore commercialista e di esperto contabile;
  2. per i soggetti che hanno già superato l’esame di Stato di cui agli articoli 46 e 47 del decreto legislativo 28 giugno 2005, n. 139 e intendono espletare le prove integrative: certificazione o dichiarazione ai sensi degli art. 46 e 47 del decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445, attestante la conseguita abilitazione all’esercizio delle professioni di dottore commercialista ed esperto contabile.
    Inoltre, nella domanda il candidato dichiara di aver diritto all’esonero dalle singole prove ai sensi dell’art.11, comma 1, del decreto del Ministero della Giustizia del 19 gennaio 2016, n. 63.
    Per l’abilitazione all’esercizio della professione di dottore commercialista e per l’abilitazione all’esercizio della professione di esperto contabile si applicano le disposizioni transitorie di cui all’ art. 71 del decreto legislativo 28 giugno 2005, n. 139.
  3. ricevuta dell’avvenuto versamento della tassa di ammissione agli esami nella misura di € 49,58 fissata dall’articolo 2, comma 3, del decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 21 dicembre 1990, salvi gli eventuali successivi adeguamenti e della ricevuta del contributo, versato all’economato, stabilito da ogni singolo ateneo ai sensi della normativa vigente. Il suddetto contributo dovrà essere maggiorato per coloro che vogliono partecipare alle prove integrative ai fini dell’iscrizione al registro dei revisori legali, nell’importo previsto dall’art.3, comma 6, del DM 63/2016.
  4.  eventuali certificazioni ex lege attestanti la necessità di usufruire di particolari ausili o   tempi più prolungati per lo svolgimento delle prove.
  5. certificato di compimento del tirocinio professionale per l'ammissione all'esame di abilitazione all'esercizio della professione di dottore commercialista e di esperto contabile rilasciato dal competente Ordine professionale.
  6. attestato di compiuto tirocinio  per l’accesso all’esercizio dell’attività di revisore legale
    di cui al decreto ministeriale n.146 del 25 giugno 2012, ovvero produrre dichiarazione attestante l'assolvimento del tirocinio.

La documentazione relativa al conseguimento del titolo accademico è inserita nel fascicolo del candidato a cura degli uffici dell’università o dell’istituto di istruzione universitaria competente per coloro i quali dichiarano nella domanda di aver conseguito il predetto titolo accademico nella stessa sede ove chiedono di sostenere gli esami di Stato.
Il tirocinio deve essere completato al massimo entro la data di inzio degli esami. I candidati che al momento della presentazione della domanda di ammissione non abbiano completato il tirocinio, ma che comunque lo completeranno entro la data di inizio degli esami, devono dichiarare nell’istanza medesima che produrranno l’attestato di compimento della pratica professionale prima dell’inizio dello svolgimento degli stessi.
Conseguentemente, per l’accesso all’esercizio dell’attività di revisore legale è necessario presentare l’attestato di compiuto tirocinio prima dell’inizio delle prove integrative.
La presentazione della domanda oltre i termini sopraindicati è causa di esclusione dalla sessione di esame cui si è chiesto di partecipare.
Le domande di ammissione agli esami si considerano prodotte in tempo utile anche se spedite a mezzo raccomandata con avviso di ricevimento entro il prescritto termine. A tal fine fa fede la data dell'ufficio postale accettante.
Sono altresì accolte le domande di ammissione agli esami presentate oltre i termini di cui al primo comma qualora il Rettore o il Direttore ritenga che il ritardo nella presentazione delle domande medesime sia giustificato da gravi motivi, preventivamente indicati nei singoli bandi.

ART. 4

            I candidati cittadini italiani della Regione Trentino-Alto Adige che chiedono di sostenere l’esame in lingua tedesca devono presentare la domanda di ammissione agli esami di Stato relativi all'abilitazione all'esercizio della professione di dottore commercialista e di esperto contabile, nonché alle prove integrative ai fini dell’iscrizione al registro dei revisori legali, presso la sede di Trento.

ART. 5

            Gli esami di Stato per l’accesso alla sezione A dell’albo di cui all’art. 34 del citato decreto legislativo 139/2005, hanno inizio in tutte le sedi per la prima sessione il giorno 13 giugno 2019 e per la seconda sessione il giorno 14 novembre 2019. Gli esami per l’accesso alla sezione B dell’albo di cui all’art. 34 del decreto legislativo 139/2005, hanno inizio in tutte le sedi per la prima sessione il giorno 20 giugno 2019 e per la seconda sessione il giorno 21 novembre 2019.
Le prove successive, comprese quelle integrative ai fini dell’iscrizione al registro dei revisori legali, si svolgono secondo l’ordine stabilito per le singole sedi dai Presidenti delle commissioni esaminatrici, reso noto con avviso nell’albo dell’università o istituto di istruzione universitaria sede di esami.

ordinanza ministeriale n. 4-2019 con tabella sedi esame.pdf

o.m. n. 4-2019.pdf

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Revisori Legali Enti Locali finalmente i nuovi compensi

Decreto interministeriale del 21 dicembre 2018 sui compensi annui dei revisori dei conti degli enti locali.

files/decreto_interministeriale_compenso_revisori_conti_1.pdf

files/decreto_interministeriale_compenso_revisori_conti_-_allegato_0.pdf

 

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indici sintetici di affidabilità fiscale relativi ad attività economiche dei comparti dell'agricoltura, delle manifatture, dei servizi, del commercio e delle attività professionali

L'Agenzia delle entrate - Divisione contribuenti- Settore Coordinamento e programmazione - Ufficio Gestione indicatori sintetici di affidabilità ha comunicato al referente dell'A.N.RE.C. giurista d'impresa dott. Giovanni Pecoraro  il seguente messaggio:

"Gentili Referenti, per opportuno aggiornamento si comunica che il DM 28 dicembre 2018, di approvazione degli ulteriori 106 indici sintetici di affidabilità fiscale relativi ad attività economiche dei comparti dell'agricoltura, delle manifatture, dei servizi, del commercio e delle attività professionali e di approvazione delle territorialità specifiche è stato pubblicato nella GU n.3 del 4-1-2019 - Suppl. Ordinario n. 1."

Si allega  G.U. 

http://www.gazzettaufficiale.it/atto/vediMenuHTML?atto.dataPubblicazioneGazzetta=2019-01-04&atto.codiceRedazionale=19A00013&tipoSerie=serie_generale&tipoVigenza=originario

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Registro Revisori Legali - contributo annuale 2019

AVVISO

Resta invariato nella misura di euro 26,85 il pagamento del contributo annuale relativo all’anno 2019 previsto per gli iscritti al Registro Revisori Legali.

Si ricorda che l'importo del contributo annuale, comprensivo delle spese di produzione degli avvisi di pagamento, deve essere versato in unica soluzione entro il 31 gennaio di ciascun anno con le modalità di cui all'art. 2, e non è frazionabile in rapporto alla durata di iscrizione nell'anno.

Sono tenuti al pagamento del contributo i revisori legali e le società di revisione legale che risultano iscritti nelle sezioni «A» e «B» del registro alla data del 1° gennaio di ogni anno. Fermo restando il contributo di iscrizione posto a carico dei nuovi iscritti, i revisori legali e le società di revisione che in corso d'anno sono iscritti per la prima volta nel registro dei revisori legali sono tenuti al pagamento del contributo annuale a partire dall'anno successivo a quello di iscrizione.

Nel caso di omesso o ritardato pagamento dei contributo di euro 26,85, il Ministero dell'economia e delle finanze può adottare nei confronti dei soggetti morosi i provvedimenti di cui all'art. 24- ter del decreto legislativo 27 gennaio 2010, n. 39, come modificato dal decreto legislativo 17 luglio 2016, n. 135. Sono dovuti, inoltre, gli interessi nella misura legale, con decorrenza dalla scadenza del contributo e sino alla data dell'effettivo versamento, nonché gli oneri amministrativi connessi alla correlata attività di recupero del credito.

 

Il pagamento potrà essere effettuato utilizzando i servizi del sistema PagoPA, tramite gli strumenti di pagamento elettronico resi disponibili dalla piattaforma, direttamente dal sito web della revisione legale o presso gli intermediari autorizzati. Secondo quanto fatto sapere da una nota della Ragioneria dello Stato, nei prossimi giorni saranno recapitati, all’indirizzo PEC comunicato da ciascun iscritto al Registro dei revisori legali, appositi avvisi per il pagamento del contributo. Per ulteriori informazioni sulle modalità di pagamento, è possibile visitare la sezione “Contributi Annuali” del sito web della revisione legale. A tal fine occorre accreditarsi all’Area riservata nella quale è possibile, tra l’altro, consultare lo stato dei pagamenti pregressi, scaricare copia dell’avviso di pagamento ed aggiornare i propri dati anagrafici e di contatto, incluso l’indirizzo di Posta Elettronica Certificata (PEC) che ciascun iscritto è tenuto a comunicare.

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FORMAZIONE DEI REVISORI LEGALI ANNI 2017 - 2018

Dal 1° gennaio 2019 non è possibile assolvere l’obbligo formativo relativamente agli anni 2017 e 2018, conformemente all’articolo 5 del decreto legislativo n. 39 del 2010 e alle circolari del Ministero dell’economia e delle finanze. Il completamento dei corsi, per coloro che non li avessero già utilizzati, attribuirà i crediti soltanto in relazione all’anno 2019. I contenuti presenti saranno ulteriormente integrati dal mese di marzo.

 

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IL CODICE DEONTOLOGICO DEI REVISORI LEGALI

CODICE DEI PRINCIPI DI DEONTOLOGIA PROFESSIONALE, RISERVATEZZA E SEGRETO PROFESSIONALE DEI SOGGETTI ABILITATI ALL’ESERCIZIO DELL’ATTIVITÀ DI REVISIONE LEGALE DEI CONTI
PARTE A – IL QUADRO CONCETTUALE DEI PRINCIPI DEONTOLOGICI, DI RISERVATEZZA E SEGRETO PROFESSIONALE
SEZIONE 100
D
EFINIZIONI, INTRODUZIONE E PRINCIPI FONDAMENTALI
Il soggetto abilitato alla revisione ha il dovere e la responsabilità di agire nell’interesse generale e potrà soddisfare le necessità del proprio cliente soltanto rispettando tale interesse. A tal fine, il soggetto abilitato alla revisione dovrà osservare e rispettare il presente Codice.
100.2 Il presente Codice è suddiviso in due parti. La presente parte A definisce i principi deontologici fondamentali per i soggetti abilitati alla revisione e fornisce un quadro di natura concettuale che deve essere applicato:
(a) nell’identificazione dei rischi di mancata osservanza dei suddetti principi fondamentali;
(b) nella valutazione della significatività dei rischi identificati;
(c) nell’individuazione delle misure di salvaguardia. Tali misure sono necessarie per eliminare i rischi
identificati o per ridurli entro un livello accettabile. Al fine di verificare che i suddetti rischi siano stati eliminati o ridotti entro un livello accettabile, mediante l’applicazione delle misure di salvaguardia, il soggetto abilitato alla revisione deve considerare se un terzo, ragionevole ed informato, dopo aver soppesato tutti i fatti e le circostanze specifici a disposizione del soggetto abilitato alla revisione in quel momento, concluderebbe verosimilmente che l’osservanza dei principi fondamentali non sia compromessa.
Nell’applicare il presente quadro concettuale il soggetto abilitato alla revisione deve utilizzare il proprio giudizio professionale.
100.3 La parte B descrive le modalità di applicazione del quadro concettuale in determinate situazioni. In tale ambito si forniscono esempi di misure di salvaguardia che possono essere adeguate a fronteggiare i rischi di mancata osservanza dei principi fondamentali e si descrivono quelle situazioni per le quali non sono disponibili misure di salvaguardia adeguate e, conseguentemente, le circostanze o relazioni che devono essere evitate.
100.4 L’utilizzo di un verbo coniugato al futuro in questo Codice impone al soggetto abilitato alla revisione di adempiere alla specifica disposizione in cui è stato utilizzato. L’adempimento è obbligatorio a meno che il presente Codice consenta eccezioni.
100.5 Il soggetto abilitato alla revisione deve osservare i seguenti principi fondamentali:
(a) Integrità: l’essere diretto, trasparente e onesto in tutte le sue relazioni professionali.
(b) Obiettività: non avere pregiudizi o conflitti di interesse, né accettare indebite influenze di terzi che
possano condizionare il suo giudizio professionale.
(c) Competenza professionale e diligenza: mantenere le conoscenze e le capacità professionali ad un
livello tale da garantire che il cliente riceva prestazioni caratterizzate da competenza e professionalità, basate sui più recenti sviluppi della normativa, della tecnica e della prassi professionale, nonché agire con diligenza in conformità ai principi tecnici e professionali.
(d) Riservatezza: rispettare la confidenzialità delle informazioni acquisite nell’ambito di una relazione professionale e, pertanto, non diffonderle a terzi, salvo che vi sia specifica autorizzazione, o che
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100.1
sussista un diritto o un dovere, di fonte giuridica o professionale, di comunicarle. Il soggetto abilitato
alla revisione non potrà altresì farne uso a vantaggio proprio o di terzi.
(e) Comportamento professionale: rispettare la normativa applicabile ed evitare di porre in essere azioni
che diano discredito all’attività di assurance.
Ciascuno di questi principi fondamentali è disciplinato in dettaglio nelle sezioni da 110 a 150.
Il quadro di riferimento: l’approccio concettuale
100.6 Le circostanze in cui opera il soggetto abilitato alla revisione possono dar luogo a rischi specifici di mancata osservanza dei principi fondamentali. Non è possibile identificare tutte le situazioni che costituiscono un rischio di mancata osservanza dei principi fondamentali, né specificare le conseguenti misure appropriate da porre in essere.
Inoltre, la natura degli incarichi può essere diversa e, pertanto, i potenziali rischi saranno diversi e richiederanno l’applicazione di misure di salvaguardia differenti.
Il presente Codice fornisce un quadro concettuale in base al quale il soggetto abilitato alla revisione dovrà identificare, valutare e gestire i rischi di mancata osservanza dei principi fondamentali.
L’approccio concettuale consente al soggetto abilitato alla revisione di conformarsi alle disposizioni del presente Codice e di adempiere al proprio dovere di agire nell’interesse generale.
Tale approccio consente di adattarsi alle molteplici circostanze che possono dare luogo a rischi di mancata osservanza dei principi fondamentali e contribuisce ad evitare che il soggetto abilitato alla revisione consideri consentita una situazione per il solo fatto che essa non è espressamente vietata.
100.7 Quando il soggetto abilitato alla revisione identifica rischi di mancata osservanza dei principi fondamentali e, dopo averli valutati, stabilisce che essi non siano ad un livello accettabile, deve verificare se siano applicabili misure di salvaguardia adeguate per eliminarli o ridurli entro un livello accettabile.
Nell’effettuare tale valutazione, il soggetto abilitato alla revisione deve utilizzare il proprio giudizio professionale e considerare se un soggetto terzo, ragionevole e informato, dopo aver soppesato tutti i fatti e le circostanze specifici a disposizione del soggetto abilitato alla revisione in quel momento, concluderebbe, verosimilmente, che l’applicazione di misure di salvaguardia elimini i rischi o li riduca entro un livello accettabile in modo che l’osservanza dei principi fondamentali non sia compromessa.
100.8 Quando il soggetto abilitato alla revisione è a conoscenza (o si possa ragionevolmente presumere che lo sia) di circostanze o rapporti che possono compromettere l’osservanza dei principi fondamentali, deve valutare i rischi ad essi inerenti.
100.9 Il soggetto abilitato alla revisione, nel valutare la significatività di un rischio, deve tenere in considerazione gli elementi di natura sia qualitativa sia quantitativa.
Nell’applicazione del quadro concettuale, il soggetto abilitato alla revisione può trovarsi in situazioni in cui i rischi non possono essere né eliminati, né ridotti entro un livello accettabile, perché troppo elevati o perché non sono disponibili o non possono essere applicate misure di salvaguardia adeguate.
In tali situazioni, il soggetto abilitato alla revisione non deve accettare o deve interrompere lo specifico servizio professionale oppure, ove necessario, deve recedere dall’incarico.
100.10 Il soggetto abilitato alla revisione potrebbe violare in modo non intenzionale una disposizione del presente Codice.
A seconda della natura e della significatività della violazione non intenzionale, la stessa potrebbe non essere considerata come inadempimento rispetto ai principi fondamentali, purché, quando tale violazione venga scoperta, questa sia corretta prontamente e siano applicate le misure di salvaguardia che risultino necessarie.
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100.11 Quando il soggetto abilitato alla revisione si trova di fronte a circostanze inusuali, tali che l’applicazione di una specifica disposizione del Codice darebbe luogo ad un risultato sproporzionato o contrario all’interesse generale, è tenuto a consultarsi con l’Autorità di Vigilanza competente.
I rischi e le misure di salvaguardia
100.12 I rischi che possono compromettere, o dare impressione di compromettere, l’osservanza dei principi fondamentali possono scaturire da un’ampia gamma di relazioni e di circostanze. Una circostanza o una relazione possono creare più di un rischio e uno stesso rischio può influire sull’osservanza di più principi fondamentali.
I rischi rientrano in una o più delle seguenti categorie:
  1. (a)  interesse personale: il rischio che un interesse finanziario o di altra natura influenzi il giudizio
    professionale o il comportamento del soggetto abilitato alla revisione;
  2. (b)  auto-riesame: il rischio che, nell’ambito dell’incarico di assurance in corso, l’obiettività del
    soggetto abilitato alla revisione sia influenzata da un giudizio espresso o dai risultati di un servizio reso precedentemente dal soggetto abilitato alla revisione (*), o da altro individuo che opera all’interno della sua rete. Ciò si verifica quando: (i) tale giudizio o i risultati di tale servizio siano riflessi nell’oggetto dell’incarico di assurance in corso o, più in generale; (ii) nella formazione del suo giudizio nell’incarico di assurance in corso, il soggetto abilitato alla revisione si trovi nella situazione di rivalutare il lavoro precedentemente svolto;
  3. (c)  promozione degli interessi del cliente: il rischio che il soggetto abilitato alla revisione promuova o rappresenti la posizione di un cliente in modo tale che la sua obiettività ne risulti compromessa;
  4. (d)  familiarità: il rischio che, a causa di un rapporto molto stretto o di lunga durata con un cliente, il soggetto abilitato alla revisione risulti eccessivamente accondiscendente nei confronti del cliente o in relazione alle attività da questo richieste; e
  5. (e)  intimidazione: il rischio che un soggetto abilitato alla revisione sia dissuaso dall’agire in modo obiettivo a causa di pressioni, reali o percepite, ivi compresi i tentativi di esercitare una indebita influenza sullo stesso1.
La parte B del presente Codice illustra come tali categorie di rischi possono avere origine.
100.13 Le misure di salvaguardia sono costituite da azioni o altri rimedi che possono eliminare i rischi o ridurli entro un livello accettabile. Esse rientrano in due ampie categorie:
(a) quelle previste dalla legge, dai regolamenti e dai principi professionali;
(b) quelle individuate nell’ambiente di lavoro.
100.14Le misure di salvaguardia previste dalla legge, dai regolamenti e dai principi professionali includono:
  • i requisiti relativi alla formazione teorica e pratica e all’esperienza necessarie per conseguire l’abilitazione all’esercizio della revisione legale da parte del soggetto abilitato alla revisione;
  • i requisiti relativi alla formazione continua;
  • i regolamenti e i codici di corporate governance;
  • i principi di revisione, deontologici e altri principi professionali;
  • le procedure di monitoraggio e disciplinari di fonte professionale o regolamentare;
  • il riesame della qualità, effettuato da un soggetto terzo previsto dalla legge, delle relazioni,
    comunicazioni o altre informative prodotte dal soggetto abilitato alla revisione.
100.15 La parte B del presente Codice si occupa delle misure di salvaguardia nell’ambiente di lavoro.
1 Le categorie di rischi elencate nel testo sono incluse anche nell’art. 10, comma 2, D. Lgs. 39/2010.
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100.16 Alcune misure di salvaguardia possono aumentare la probabilità di identificare o di scoraggiare i comportamenti contrari alla deontologia. Tali misure, che possono essere stabilite dalla legge, dai regolamenti, dai principi professionali, comprendono:
  • un sistema efficiente ed adeguatamente divulgato di verifica dell’adempimento dei doveri deontologici, previsto dalle Autorità di Vigilanza o dai principi professionali, che attiri l’attenzione dei colleghi e del pubblico in genere sui comportamenti non professionali o deontologicamente scorretti;
  • un dovere esplicitamente sancito di segnalare la violazione dei principi deontologici. La risoluzione dei conflitti di natura deontologica
    100.17 Il soggetto abilitato alla revisione, nel conformarsi ai principi fondamentali, può dover risolvere un conflitto.
    100.18 Nel dare inizio ad un processo, sia esso formale o informale, per la risoluzione di un conflitto, possono essere rilevanti i seguenti elementi, presi sia singolarmente sia in combinazione tra di loro:
    (a) i fatti pertinenti;
    (b) le questioni di natura deontologica ad essi connesse;
    (c) i principi fondamentali applicabili al caso concreto;
    (d) le procedure interne esistenti;
    (e) le misure alternative da porre in essere.
    Una volta presi in considerazione i suddetti elementi, il soggetto abilitato alla revisione deve stabilire le misure appropriate da adottare, valutandone le conseguenze. Se la questione rimane irrisolta, possono essere consultate altre persone competenti, anche facenti parte del soggetto abilitato alla revisione (*), per chiedere un parere sulla soluzione della questione.
    Il paragrafo 100.19 è stato lasciato intenzionalmente in bianco.
    100.20
    Il soggetto abilitato alla revisione può, nel suo interesse, documentare i termini della questione, i
    dettagli delle consultazioni effettuate e le decisioni assunte relativamente alla questione stessa.
    100.21 Qualora un conflitto significativo non possa essere risolto, il soggetto abilitato alla revisione può acquisire il parere dell’autorità di vigilanza competente o di un consulente legale.
    Il soggetto abilitato alla revisione può ottenere indicazioni in merito alle questioni deontologiche, senza violare il principio fondamentale di riservatezza, se la questione viene discussa in forma anonima con l’autorità di vigilanza o con un consulente legale sotto il vincolo del segreto professionale.
    Vi sono diversi casi in cui il soggetto abilitato alla revisione può acquisire il parere di un legale; per esempio, nel caso in cui abbia scoperto una frode, la cui comunicazione a terzi potrebbe determinare una violazione dell’obbligo di riservatezza.
    Il soggetto abilitato alla revisione, in tal caso, può acquisire il parere di un legale per decidere se sussista o meno l’obbligo di effettuare la suddetta comunicazione.
    100.22 Qualora il conflitto di natura deontologica rimanga irrisolto nonostante siano state esperite tutte le attività indicate ai precedenti paragrafi da 100.17 a 100.21, il soggetto abilitato alla revisione deve, ove possibile, dissociarsi ed evitare di rimanere coinvolto nella questione che genera il conflitto.
    In tali circostanze:
(i) il soggetto interessato dal conflitto di natura deontologica deve valutare se uscire dal team di assurance;
(ii) il soggetto abilitato alla revisione deve valutare se rinunciare all‘incarico.
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SEZIONE 110
INTEGRITÀ
110.1 Il principio di integrità impone l’obbligo al soggetto abilitato alla revisione di essere diretto e onesto in tutte le sue relazioni di natura professionale, evitando di perseguire utilità non dovute. L’integrità implica altresì la correttezza e la sincerità.
110.2 Il soggetto abilitato alla revisione non deve consentire che il proprio nome sia associato a relazioni, comunicazioni o altre informative che egli sappia essere:
(a) sostanzialmente false o fuorvianti;
(b) fornite in modo non adeguatamente ponderato;
(c) tali da omettere od occultare informazioni che, invece, sarebbe stato necessario includere per
evitare di fuorviare il destinatario delle suddette comunicazioni.
Quando il soggetto abilitato alla revisione si rende conto che il proprio nome è stato associato, anche
indirettamente, a tali relazioni, comunicazioni o altre informative, deve intraprendere quanto necessario per prenderne le distanze.
110.3 Quando il soggetto abilitato alla revisione emette una relazione con modifiche sulle informazioni indicate al paragrafo 110.2, non si considera violato il disposto del medesimo paragrafo.
SEZIONE 120
OBIETTIVITÀ
120.1 Il principio di obiettività impone al soggetto abilitato alla revisione il divieto di scendere a compromessi nell’esprimere il proprio giudizio professionale a causa di pregiudizi, conflitti di interesse o indebite pressioni di terzi.
120.2 Il soggetto abilitato alla revisione può essere esposto a situazioni che ne possono compromettere l’obiettività. In ogni caso, non deve svolgere l’incarico qualora il suo giudizio professionale sia pregiudicato o indebitamente influenzato da una circostanza o relazione.
SEZIONE 130
COMPETENZA PROFESSIONALE E DILIGENZA
130.1 Il principio di competenza professionale e di diligenza impone al soggetto abilitato alla revisione i seguenti obblighi:
(a) mantenere le sue conoscenze e capacità professionali ad un livello tale da garantire che il proprio cliente riceva prestazioni caratterizzate da professionalità; e
(b) agire con diligenza nello svolgimento della sua attività, in conformità ai principi professionali e tecnici applicabili.
130.2 Prestazioni caratterizzate da professionalità richiedono l’esercizio di un ponderato giudizio nell’applicare le conoscenze e le capacità professionali. Il principio di competenza professionale comprende:
(a) il conseguimento della competenza professionale; e
(b) il mantenimento e lo sviluppo della competenza professionale.
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130.3 Il mantenimento della competenza professionale richiede una continua conoscenza e comprensione dei rilevanti sviluppi tecnici e professionali.
La formazione professionale continua, prevista dall’art. 5 D. Lgs. 39/2010 e dalle disposizioni attuative emanate dal Ministero dell’Economia e delle Finanze, permette al soggetto abilitato alla revisione di elaborare e di mantenere la capacità di operare con competenza nell’ambiente professionale.
130.4 La diligenza comprende la responsabilità di svolgere l’incarico con attenzione, cura e tempestività in conformità ai principi di revisione indicati all’art. 11 D. Lgs. 39/2010.
130.5 Il soggetto abilitato alla revisione è tenuto ad adottare le misure ragionevolmente necessarie per far sì che il personale professionale riceva una adeguata formazione e sia sottoposto ad una appropriata supervisione.
SEZIONE 140
RIS ERVATEZZA
140.1 Fermo restando quanto stabilito dalla legge e, in particolare, dall’art. 9bis, commi 1 e 3, D. Lgs. 39/2010, il principio di riservatezza impone al soggetto abilitato alla revisione un obbligo di astenersi dal: (a) divulgare informazioni riservate che abbia acquisito nell’ambito delle proprie relazioni
professionali, salvo che vi sia specifica autorizzazione o che sussista un diritto o un dovere, di
fonte giuridica o professionale, di comunicarle;
(b) utilizzare informazioni riservate, che abbia acquisito nell’ambito delle proprie relazioni
professionali, a vantaggio proprio o di terzi.
140.2 Il soggetto abilitato alla revisione deve mantenere la riservatezza anche al di fuori dell’ambiente professionale, prestando attenzione ad evitare rivelazioni non intenzionali, in particolare a colleghi, a familiari o a stretti familiari.
140.3 Il soggetto abilitato alla revisione deve mantenere la riservatezza delle informazioni ottenute da un potenziale cliente.
140.4 La riservatezza delle informazioni acquisite deve essere mantenuta anche all’interno del soggetto abilitato alla revisione (*).
140.5 Il soggetto abilitato alla revisione deve adottare misure ragionevoli affinché il dovere di riservatezza sia rispettato anche dai suoi dipendenti e collaboratori.
140.6 In virtù di quanto previsto all’art. 9bis, comma 4, D. Lgs. 39/2010, l’obbligo di conformarsi al principio di riservatezza e segreto professionale permane anche dopo la fine del rapporto tra il soggetto abilitato alla revisione e il suo cliente.
Quando il soggetto abilitato alla revisione acquisisce un nuovo cliente, può avvalersi delle esperienze precedentemente acquisite, ponendo tuttavia attenzione a non utilizzare o divulgare informazioni riservate acquisite o ricevute nell’ambito di precedenti rapporti professionali.
2
Resta fermo quanto previsto dall’art. 9bis, comma 5, D. Lgs. 39/2010 .
2 Ai sensi dell’art. 9bis, comma 5, D. lgs. 39/2010, “quando un revisore legale o una società di revisione legale è sostituito da un altro revisore legale o da un’altra società di revisione legale, il revisore legale o la società di revisione legale uscente consente al revisore legale o alla società di revisione legale entrante l’accesso a tutte le informazioni concernenti l’ente sottoposto a revisione e l’ultima revisione di tale ente”.
6
140.7 Il soggetto abilitato alla revisione ha la facoltà o il dovere di divulgare informazioni riservate quando:
(a) la divulgazione è consentita dalla legge ed è autorizzata dal cliente;
(b) la divulgazione è prescritta dalla legge, per esempio:
(i) per produrre documenti o altre prove nel corso di un procedimento; oppure
(ii) per comunicare alle Autorità competenti violazioni di legge; (c) esiste il dovere o il diritto di divulgazione:
(i) per conformarsi al controllo della qualità effettuato dall’Autorità di Vigilanza;
(ii) per rispondere a questionari o indagini svolte dall’Autorità di Vigilanza;
(iii) per tutelare gli interessi professionali di un soggetto abilitato alla revisione nel corso di un procedimento giudiziario o disciplinare;
(iv) per conformarsi ai principi tecnici e alle disposizioni deontologiche.
140.8 Nel decidere se divulgare o meno un’informazione riservata nelle circostanze sopra descritte, il soggetto abilitato alla revisione terrà conto dei seguenti fattori:
  1. (a)  la ponderazione degli interessi di tutte le parti, inclusi i terzi, qualora, nonostante il consenso del
    cliente a divulgare le informazioni, tali interessi potrebbero essere lesi;
  2. (b)  la natura delle informazioni:
    (i) se queste sono conosciute o, nei limiti del possibile, provate; oppure
    (ii) se riguardano fatti non verificati, informazioni incomplete o conclusioni non
    dimostrate.
    Nel caso sub (ii) il soggetto abilitato alla revisione dovrà utilizzare il suo giudizio professionale nel determinare se e quale tipo di divulgazione potrà essere fatta;
  3. (c)  la tipologia di comunicazione da effettuarsi e i destinatari ai quali debba essere rivolta;
  4. (d)  se il soggetto al quale la comunicazione dovrebbe essere effettuata sia o meno da considerarsi il
    destinatario appropriato.
140.8-bis Con riguardo al trasferimento di informazioni e documenti tra soggetti abilitati alla revisione del bilancio di un gruppo le cui società hanno sede in diversi Stati Membri o Paesi Terzi si applicano le regole3in materia di riservatezza e segreto professionale contenute all’art. 9bis, commi 6, 7 e 8, D. Lgs. 39/2010 .
SEZIONE 150 COMPORTAMENTO PROFESSIONALE
3 Ai sensi dell’art. 9bis, comma 6, D. lgs. 39/20106 “nel caso in cui un revisore legale o una società di revisione legale effettui la revisione legale dei conti di un’impresa che appartiene a un gruppo la cui società controllante ha sede in un Paese terzo, le regole in materia di riservatezza e segreto professionale di cui ai commi 1 e 2 non pregiudicano il trasferimento al revisore di gruppo situato nel Paese terzo, da parte del revisore legale o della società di revisione legale, della documentazione inerente all'attività di revisione, se la suddetta documentazione è necessaria per eseguire la revisione del bilancio consolidato della società controllante”.
Ai sensi dell’art. 9bis, comma 7, D. Lgs. 39/2010 “un revisore legale o una società di revisione legale incaricato della revisione legale di una società che ha emesso valori mobiliari in un paese terzo o appartenente a un gruppo che presenta il bilancio consolidato in un Paese terzo può trasferire all’autorità competente del Paese terzo in questione le carte di lavoro o gli altri documenti che detiene inerenti alla revisione dell'ente in causa soltanto in presenza di accordi di cooperazione di cui all’articolo 36”.
L’art. 9bis, comma 8, D. Lgs. 39/2010, prevede poi che “Il trasferimento delle informazioni al revisore del gruppo situato in un Paese terzo è effettuato ai sensi del capo IV della direttiva 95/46/CE e delle norme nazionali
applicabili alla protezione dei dati di carattere personale”.
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150.1 Il principio del comportamento professionale impone al soggetto abilitato alla revisione l’obbligo di rispettare tutte le leggi e i regolamenti applicabili al caso concreto e di evitare di compiere qualsiasi azione che possa portare discredito all’attività di assurance.
L’obbligo di comportamento professionale si considera violato qualora un soggetto terzo, ragionevole e informato, dopo aver soppesato tutti i fatti e le circostanze specifici a disposizione del soggetto abilitato alla revisione in quel momento, concluderebbe verosimilmente che la buona reputazione dell’attività di cui trattasi risulti danneggiata.
150.2 Nel farsi pubblicità e nel promuovere sé stesso o la propria attività, il soggetto abilitato alla revisione non deve portare discredito a detta attività. Il soggetto abilitato alla revisione deve essere onesto e sincero e non deve:
(a) enfatizzare in modo eccessivo i servizi che è in grado di offrire, le qualifiche che possiede o l’esperienza acquisita;
(b) fare riferimenti denigratori o raffronti privi di fondamento con il lavoro di altri. PARTE B – L’APPLICAZIONE DEL QUADRO CONCETTUALE
DEI PRINCIPI FONDAMENTALI
SEZIONE 200 Introduzione
200.1 La presente Parte B del Codice descrive il modo in cui il quadro concettuale presentato nella Parte A trova applicazione. Essa non identifica tutte le circostanze e le relazioni nelle quali un soggetto abilitato alla revisione potrebbe trovarsi e che generano o potrebbero generare rischi di mancata osservanza dei principi fondamentali. Pertanto, il soggetto abilitato alla revisione deve porre attenzione a tali circostanze e rapporti.
200.2 Il soggetto abilitato alla revisione non deve intenzionalmente intraprendere alcuna attività che pregiudichi o possa pregiudicare l’integrità, l’obiettività o la reputazione dell’attività di revisione e che pertanto sarebbe incompatibile con i principi fondamentali.
Rischi e misure di salvaguardia
200.3 L’osservanza dei principi fondamentali può essere compromessa a causa di molteplici circostanze e relazioni. La natura e la significatività dei relativi rischi possono differire a seconda delle seguenti tipologie di cliente:
  • -  cliente di revisione, e se è o meno un ente di interesse pubblico;
  • -  cliente di assurance ma non di revisione; o
  • -  cliente al quale sono forniti altri servizi professionali diversi dai precedenti.
    I rischi rientrano in una o più delle seguenti categorie: (a) interesse personale;
    (b) auto-riesame;
    (c) promozione degli interessi del cliente;
    (d) familiarità; (e) intimidazione.
    Tali rischi sono stati approfonditi nella Parte A di questo Codice.
    200.4 Le circostanze che possono dar luogo a rischi derivanti da interesse personale sono, a titolo esemplificativo e non esaustivo, le seguenti:
un membro del gruppo di assurance ha un interesse finanziario diretto nel cliente di assurance; 8
  • il soggetto abilitato alla revisione (*) presenta una eccessiva dipendenza economica dai compensi complessivamente erogati da un cliente di assurance;
  • un membro del gruppo di assurance ha una stretta e significativa relazione di affari con il cliente di assurance;
  • il soggetto abilitato alla revisione (*) ha il timore di perdere un importante cliente di assurance;
  • un membro del gruppo di revisione ha in corso trattative per instaurare un rapporto di lavoro
    subordinato o di collaborazione presso un cliente di revisione;
  • il soggetto abilitato alla revisione ha pattuito compensi in funzione del risultato (contingent fee)
    relativamente ad un incarico di assurance;
  • il soggetto abilitato alla revisione scopre un errore significativo nei risultati di un precedente
    servizio professionale svolto da un suo membro.
    200.5 Le circostanze che possono dar luogo a rischi derivanti da auto-riesame sono, a titolo esemplificativo e non esaustivo, le seguenti:
  • il soggetto abilitato alla revisione (*) ha progettato o realizzato i sistemi informativi finanziari o gestionali la cui efficacia è oggetto dell’incarico di assurance;
  • il soggetto abilitato alla revisione (*) ha predisposto i dati di base utilizzati per generare la documentazione oggetto dell’incarico di assurance;
  • un membro del gruppo di assurance svolge, o ha svolto nel recente passato, un incarico quale amministratore o esponente della direzione del cliente;
  • un membro del gruppo di assurance ha in corso, o ha avuto nel recente passato, un rapporto di lavoro dipendente con il cliente in una posizione tale da esercitare un’influenza significativa sulla materia oggetto dell’incarico;
  • il soggetto abilitato alla revisione (*) svolge un servizio per un cliente di assurance che influenza direttamente le informazioni oggetto dell’incarico stesso.
200.6 Le circostanze che possono dar luogo a rischi derivanti dall’attività di promozione degli interessi del cliente, sono, a titolo esemplificativo e non esaustivo, le seguenti:
la promozione, da parte del soggetto abilitato alla revisione (*), di investimenti in strumenti finanziari di un cliente di revisione;
lo svolgimento, da parte del soggetto abilitato alla revisione, di attività di difensore o di consulente tecnico di parte di un cliente di revisione nell’ambito di un contenzioso con terzi.
Le circostanze che possono dar luogo a rischi derivanti da familiarità sono, a titolo esemplificativo e non esaustivo, le seguenti:
  • un membro del team di assurance è un familiare o uno stretto familiare di un amministratore o di un esponente della direzione del cliente;
  • un membro del team di assurance è un familiare o uno stretto familiare di un dipendente del cliente che è in posizione tale da esercitare un’influenza significativa sull’oggetto dell’incarico;
  • un amministratore o esponente della direzione, o un dipendente del cliente che è in posizione tale da esercitare un’influenza significativa sull’oggetto dell’incarico, ha svolto, nel recente passato, il ruolo di responsabile dell’incarico;
  • un soggetto abilitato alla revisione ha accettato regali o trattamenti preferenziali da parte di un cliente, salvo che il loro valore sia trascurabile o irrilevante;
  • un partner chiave dell’incarico di assurance ha un rapporto di lunga data con il cliente di assurance.
200.8 Le circostanze che possono dar luogo a rischi derivanti da intimidazione sono, a titolo esemplificativo e non esaustivo, le seguenti:
il cliente di assurance minaccia di revocare un incarico conferito al soggetto abilitato alla revisione (*);
9
• •
200.7
  • il cliente di revisione afferma che non affiderà al soggetto abilitato alla revisione (*) un ulteriore incarico non di assurance già programmato, qualora questo persista nel manifestare il suo disaccordo sul trattamento contabile di una determinata operazione;
  • il soggetto abilitato alla revisione (*) è minacciato da parte del cliente di essere citato in giudizio;
  • il soggetto abilitato alla revisione subisce pressioni per ridurre in modo inappropriato l’estensione dell’attività da svolgere al fine di ridurre i compensi;
  • la maggiore esperienza su una certa materia, posseduta da un dipendente del cliente, rispetto a quella del soggetto abilitato alla revisione, determina in quest’ultimo una pressione a conformarsi alle opinioni del primo;
  • il membro del team di revisione viene informato da un partner del soggetto abilitato alla revisione cui appartiene che l’avanzamento di carriera già previsto nei suoi confronti non avrà luogo qualora non approvi il trattamento contabile adottato dal cliente di revisione, ritenuto dal membro del team di revisione non appropriato.
200.9 Le misure di salvaguardia che possono eliminare i rischi o ridurli entro un livello accettabile rientrano in due ampie categorie:
(a) misure di salvaguardia previste dalla legge, dai regolamenti o dai principi professionali;
(b) misure di salvaguardia individuate nell’ambiente di lavoro, attivate dal soggetto abilitato alla
revisione o dal cliente.
Alcuni esempi di misure di salvaguardia di cui alla precedente lettera (a) sono stati illustrati nel paragrafo 100.14 della Parte A del presente Codice.
200.10 Il soggetto abilitato alla revisione deve effettuare una appropriata valutazione per determinare il modo migliore per fronteggiare i rischi che non siano entro un livello accettabile, applicando le misure di salvaguardia per eliminarli o per ridurli entro un livello accettabile oppure non accettando l’incarico o ponendo fine allo stesso. Nell’effettuazione di tale valutazione, un soggetto abilitato alla revisione deve considerare se un terzo, ragionevole e informato, dopo aver soppesato tutti i fatti e le circostanze specifici a disposizione del soggetto abilitato alla revisione in quel momento, concluderebbe, verosimilmente, che l’applicazione di misure di salvaguardia elimini i rischi o li riduca entro un livello accettabile in modo che l’osservanza dei principi fondamentali non sia compromessa. Tale valutazione potrà essere influenzata da fattori quali la significatività del rischio, la natura dell’incarico e la struttura del soggetto abilitato alla revisione (*).
200.11 Nell’ambiente di lavoro, le misure di salvaguardia applicabili possono essere diverse in base alle circostanze e comprendono quelle generali della struttura del soggetto abilitato alla revisione (*) e quelle specifiche dell’incarico.
200.12 Le misure di salvaguardia generali del soggetto abilitato alla revisione sono, a titolo esemplificativo e non esaustivo, le seguenti:
  • l’evidenziazione, da parte degli amministratori o esponenti della direzione del soggetto abilitato alla revisione, dell’importanza del rispetto dei principi deontologici fondamentali;
  • la manifestazione, da parte degli amministratori o esponenti della direzione del soggetto abilitato alla revisione, dell’aspettativa che i membri di un gruppo di assurance agiscano nell’interesse generale;
  • la predisposizione di direttive e di procedure per realizzare e monitorare il controllo della qualità degli
    incarichi;
  • la predisposizione di direttive e procedure scritte riguardanti l’esigenza di:
    - osservare i principi fondamentali;
    - identificare i rischi di mancata osservanza dei principi fondamentali,
    - valutare la significatività di tali rischi e applicare le misure di salvaguardia per eliminarli o ridurli
    entro un livello accettabile, oppure
    - laddove non siano disponibili misure di salvaguardia appropriate, o non possano essere applicate, rifiutare o interrompere l’incarico;
  • la predisposizione di direttive e procedure che consentano l’identificazione di interessi finanziari o di 10
relazioni d’affari tra il soggetto abilitato alla revisione, o i membri del team di assurance, e i clienti;
  • la predisposizione di direttive e procedure finalizzate a monitorare e, ove necessario, a gestire la
    dipendenza economica da un singolo cliente;
  • l’utilizzo di soci e di team di assurance diversi, con linee di rendicontazione separate, per la
    prestazione di servizi non di assurance ad un cliente di assurance;
  • la predisposizione di direttive e procedure per vietare ai soggetti che non fanno parte del team di
    assurance di influenzare in modo inappropriato l’esito dell’incarico;
  • la comunicazione tempestiva delle direttive e delle procedure del soggetto abilitato alla revisione
    (*), incluse le eventuali modifiche alle stesse, a tutti i partner e al personale professionale, integrata da
    un’appropriata formazione teorica e pratica su tali direttive e procedure;
  • la designazione di un amministratore o esponente della direzione del soggetto abilitato alla revisione quale responsabile della supervisione sull’adeguato funzionamento del sistema di controllo di qualità
    dello stesso;
  • la comunicazione ai partner e al personale professionale del soggetto abilitato alla revisione (*) di
    quali siano i clienti di assurance, e i loro enti consociati, in relazione ai quali occorre mantenere
    l’indipendenza richiesta;
  • la predisposizione di un sistema disciplinare per promuovere l’osservanza di direttive e procedure;
  • la pubblicazione di direttive e procedure per incoraggiare il personale a comunicare agli
    amministratori o esponenti della direzione del soggetto abilitato alla revisione (*) qualunque problematica che li riguardi relativa all’osservanza dei principi fondamentali.
    200.13 Le misure di salvaguardia specifiche dell’incarico nell’ambiente di lavoro sono, a titolo esemplificativo e non esaustivo, le seguenti:
    • la presenza di un soggetto abilitato alla revisione non coinvolto nell’incarico non di assurance che, a seconda delle necessità, riesamini il lavoro svolto nell’ambito di detto incarico o esprima un parere al riguardo;
    • la presenza di un soggetto abilitato alla revisione che non faceva parte del gruppo di assurance che, a seconda delle necessità, riesamini il lavoro di assurance svolto o esprima un parere al riguardo;
    • la consultazione di un soggetto terzo indipendente, quale l’Autorità di Vigilanza competente oppure un altro soggetto abilitato alla revisione;
    • la discussione delle problematiche deontologiche con i responsabili delle attività di governance del cliente;
    • la comunicazione ai responsabili delle attività di governance del cliente in merito alla natura dei servizi resi e alla misura dei compensi richiesti;
    • il coinvolgimento di un altro soggetto abilitato alla revisione affinché esegua ex novo o ripercorra una parte dell’incarico;
    • la rotazione dei partner chiave dell’incarico di assurance;
    • il non fare affidamento da parte del soggetto abilitato alla revisione, nella formazione del
      proprio giudizio nell'incarico di assurance in corso, su un giudizio espresso o sui risultati di un
      servizio reso precedentemente dal soggetto abilitato alla revisione (*);
    • l'espressione di un giudizio, da parte di un diverso soggetto abilitato alla revisione, sul bilancio
      nel quale si riflettono un giudizio espresso o i risultati di un servizio reso, prima dell'assunzione dell'incarico di revisione, dall'attuale soggetto abilitato alla revisione (*).
      200.14 In base alla natura dell’incarico, il soggetto abilitato alla revisione può anche fare affidamento su misure di salvaguardia nell’ambiente di lavoro attivate dal cliente. Tuttavia, per ridurre i rischi entro un livello accettabile, non è sufficiente fare affidamento esclusivamente su tali misure di salvaguardia.
      200.15 Le misure di salvaguardia attivate dal cliente nell’ambito del proprio sistema e delle proprie procedure sono, a titolo esemplificativo e non esaustivo, le seguenti:
il cliente richiede che soggetti diversi dagli amministratori o esponenti della direzione formulino proposte, ratifichino o approvino il conferimento di un incarico al soggetto abilitato alla revisione;
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  • il cliente ha dipendenti con competenza, esperienza e anzianità professionale adeguate per assumere decisioni gestionali;
  • il cliente ha posto in essere procedure interne che assicurano l’adozione di scelte obiettive nel conferimento di incarichi non di assurance;
  • il cliente ha una struttura di governo societario che svolge una supervisione appropriata ed effettua comunicazioni adeguate in merito ai servizi resi dal soggetto abilitato alla revisione (*).
    SEZIONE 210 Incarico Professionale
    Accettazione del cliente
210.1 Prima di instaurare una relazione con un nuovo cliente, il soggetto abilitato alla revisione deve stabilire se ciò possa dar luogo a rischi di mancata osservanza dei principi fondamentali. I rischi per l’integrità o per un comportamento professionalmente corretto del soggetto abilitato alla revisione possono derivare, per esempio, da criticità relative al cliente, ai suoi proprietari, alla sua direzione o all’attività da questo svolta.
210.2 Le criticità relative al cliente che, ove conosciute, potrebbero comportare rischi di mancata osservanza dei principi fondamentali includono, per esempio, il coinvolgimento del cliente in attività illecite (quali il riciclaggio di denaro), la sua mancanza di integrità o l’adozione di procedure discutibili per la predisposizione dell’informativa finanziaria.
210.3 Il soggetto abilitato alla revisione deve valutare la significatività di ogni rischio ed applicare le misure di salvaguardia, ove necessarie, per eliminarlo o ridurlo entro un livello accettabile.
Esempi di tali misure di salvaguardia sono:
l’acquisizione di informazioni utili alla conoscenza e alla comprensione dell’attività del cliente, dei suoi proprietari, dei suoi amministratori e responsabili delle attività di governance e delle attività economiche svolte;
l’accertamento dell’effettivo impegno del cliente volto a migliorare le prassi di governance aziendale o i controlli interni.
Laddove non sia possibile ridurre i rischi entro un livello accettabile, il soggetto abilitato alla revisione deve rifiutare di instaurare la relazione con cliente.
210.5 Nel caso di incarichi ricorrenti o continuativi da parte dello stesso cliente, il soggetto abilitato alla revisione svolge un riesame periodico delle decisioni relative al mantenimento del suddetto cliente.
Accettazione dell’incarico
210.6 Il principio fondamentale della competenza professionale e della diligenza impone al soggetto abilitato alla revisione di svolgere solo le prestazioni per le quali egli dispone delle competenze necessarie. Prima di accettare uno specifico incarico da un cliente, il soggetto abilitato alla revisione deve stabilire se l’accettazione dia luogo a rischi di mancata osservanza dei principi fondamentali. Può presentarsi un rischio per la competenza professionale e la diligenza derivante da interesse personale anche quando il team di assurance non possieda, né possa acquisire, le competenze necessarie a svolgere l’incarico in modo appropriato.
210.7 Il soggetto abilitato alla revisione deve valutare la significatività dei rischi e applicare le misure di salvaguardia, laddove necessarie, per eliminarli o ridurli entro un livello accettabile. A titolo esemplificativo, tali misure di salvaguardia sono:
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210.4
  • l’acquisizione di una appropriata comprensione della natura degli affari del cliente, della complessità delle sue attività, dei requisiti specifici dell’incarico nonché dello scopo, della natura e della portata dell’incarico stesso;
  • l’acquisizione di conoscenze sul settore economico in cui opera il cliente o delle principali tematiche ad esso relative;
  • il possesso o l’acquisizione di esperienza in merito alle disposizioni normative e a quelle riguardanti gli obblighi di informativa applicabili al cliente;
  • l’assegnazione all’incarico di un numero sufficiente di persone in possesso delle necessarie competenze;
  • l’utilizzo di esperti laddove ritenuto necessario;
  • la definizione di una tempistica realistica per lo svolgimento dell’incarico;
  • il rispetto delle direttive e delle procedure per il controllo della qualità predisposte affinché si
    possa ragionevolmente ritenere che specifici incarichi vengono accettati soltanto quando possono essere svolti in modo competente.
210.8 Quando il soggetto abilitato alla revisione intende fare affidamento sul parere o sul lavoro di un esperto, deve considerare la sua reputazione, la sua competenza, le risorse di cui dispone e i principi professionali e deontologici applicabili allo stesso. Tali informazioni possono essere ottenute da un precedente rapporto intrattenuto con l’esperto o dalla consultazione con altri soggetti.
Sostituzione del soggetto abilitato alla revisione
210.9 Il soggetto abilitato alla revisione, al quale sia richiesto di sostituire un altro soggetto abilitato alla revisione oppure che stia considerando di partecipare ad una selezione per il conferimento di un incarico attualmente affidato ad un altro soggetto, deve stabilire se vi siano motivazioni, professionali o di altro genere, per non accettare l’incarico. Tali sono le circostanze che danno luogo a rischi di mancata osservanza dei principi fondamentali che non possono essere eliminati o ridotti entro un livello accettabile mediante l’applicazione di misure di salvaguardia. Per esempio, il rischio di compromissione della competenza professionale e diligenza può presentarsi se il soggetto abilitato alla revisione accetta l’incarico prima di conoscere tutti i fatti pertinenti.
210.10 Il soggetto abilitato alla revisione deve valutare la significatività di tutti i rischi. In base alla natura dell’incarico, può essere necessario comunicare direttamente con il soggetto abilitato alla revisione in carica per accertare i fatti e le circostanze riguardanti l’avvicendamento così da poter decidere se sia appropriato o meno accettare l’incarico. Si consideri, ad esempio, che le motivazioni ufficiali della sostituzione possono non riflettere pienamente i fatti e celare disaccordi con il soggetto abilitato alla revisione in carica che possono influenzare la decisione di accettare o meno l’incarico.
210.11 Al fine di eliminare i rischi o di ridurli entro un livello accettabile occorre applicare, quando necessario, misure di salvaguardia. Esempi di misure di salvaguardia sono:
  • la dichiarazione del soggetto abilitato alla revisione, contenuta nell’offerta formulata in risposta ad
    una procedura di selezione per il conferimento di un incarico, secondo cui l’accettazione dello stesso è subordinata al contatto con il soggetto abilitato alla revisione in carica al fine di verificare la presenza o meno di motivazioni professionali o di altro genere che non consentono di accettare l’incarico;
  • la richiesta al soggetto abilitato alla revisione in carica di fornire le informazioni, di cui sia a conoscenza, su fatti e circostanze che, a suo giudizio, il soggetto abilitato alla revisione candidato alla sostituzione dovrebbe conoscere prima di decidere se accettare o meno l’incarico;
  • l’acquisizione di informazioni necessarie da altre fonti.
    Nel caso in cui i rischi non possano essere eliminati né ridotti entro un livello accettabile mediante
    l’applicazione di misure di salvaguardia, il soggetto abilitato alla revisione deve rifiutare l’incarico.
210.12 Al soggetto abilitato alla revisione può essere richiesto di svolgere un incarico complementare o ulteriore rispetto a quello del soggetto abilitato alla revisione in carica. Tale circostanza può creare un
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rischio per la competenza professionale e la diligenza, derivante, per esempio, dalla mancanza o dall’incompletezza delle informazioni. Occorre valutare la significatività di tutti i rischi ed applicare le misure di salvaguardia, ove necessarie, per eliminarli o ridurli entro un livello accettabile. Un esempio di misura di salvaguardia è quello di informare dell’incarico aggiuntivo il soggetto abilitato alla revisione in carica, in modo tale che quest’ultimo possa trasmettere tutte le informazioni pertinenti e necessarie al corretto svolgimento dell’incarico aggiuntivo.
210.13 Il soggetto abilitato alla revisione in carica è tenuto alla riservatezza. Ai sensi dell’art. 9bis, comma 5, D.Lgs. 39/2010 quando un soggetto abilitato alla revisione è sostituito da un altro soggetto abilitato alla revisione, il soggetto uscente consente al soggetto entrante l'accesso a tutte le informazioni concernenti l’ente sottoposto a revisione e l’ultima revisione di tale ente. Il fatto che gli sia consentito, o gli sia richiesto, di discutere degli affari di un cliente con il soggetto abilitato alla revisione che si candida alla sostituzione dipende dalla natura dell’incarico e:
(a) dall’ottenimento del consenso del cliente a tale scopo, preferibilmente per iscritto; oppure
(b) dalle disposizioni normative o deontologiche applicabili, afferenti tali comunicazioni e
informative.
Il soggetto abilitato alla revisione è o può essere tenuto a comunicare informazioni riservate nei casi indicati nella Sezione 140 della Parte A del presente Codice.
210.14 In generale è necessario che il soggetto abilitato alla revisione che si candida alla sostituzione ottenga il consenso del cliente, preferibilmente per iscritto, per avviare la discussione con il soggetto abilitato alla revisione in carica. Una volta ottenuto il consenso, il soggetto abilitato alla revisione in carica deve rispettare le disposizioni di cui al precedente paragrafo 210.13. Quando il soggetto abilitato alla revisione in carica fornisce le informazioni, deve farlo in modo onesto e trasparente. Qualora il soggetto abilitato alla revisione che si candida alla sostituzione non sia in grado di comunicare con quello in carica, deve acquisire con altri mezzi le informazioni sui possibili rischi, ad esempio mediante indagini presso terzi o colloqui con gli amministratori o esponenti della direzione o delle persone responsabili delle attività di governance del cliente.
SEZIONE 220
Conflitto di interessi
220.1 Il soggetto abilitato alla revisione deve adottare le misure necessarie per identificare le circostanze che potrebbero dare luogo ad un conflitto di interessi. Tali circostanze possono creare rischi di mancata osservanza dei principi fondamentali. Ad esempio, quando il soggetto abilitato alla revisione o la rete cui esso appartiene o altro soggetto appartenente alla rete sia un concorrente diretto del cliente o sia parte di una joint venture, o altro simile accordo, con uno dei principali concorrenti dello stesso cliente, può determinarsi un rischio relativo al venir meno dell’obiettività. Un rischio relativo al venir meno dell’obiettività o della riservatezza può altresì sorgere quando il soggetto abilitato alla revisione presti la sua attività a favore di diversi clienti che sono in conflitto tra loro o a favore di clienti che sono in conflitto in relazione all’oggetto dell’incarico.
220.2 Il soggetto abilitato alla revisione deve valutare la significatività dei rischi e applicare le misure di salvaguardia, ove necessarie, per eliminarli o ridurli entro un livello accettabile. Prima di accettare o di proseguire un rapporto con un cliente o uno specifico incarico, il soggetto abilitato alla revisione deve valutare la significatività dei rischi generati da interessi economici o relazioni d’affari con il cliente o con un soggetto terzo.
220.3 In generale, è necessaria l’adozione di una delle seguenti misure di salvaguardia:
(a) informare il cliente degli interessi economici o delle attività del soggetto abilitato alla revisione
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(*) che possano dar luogo ad un conflitto di interessi e acquisirne il consenso per operare
nonostante tali circostanze;
  1. (b)  informare tutte le parti sulla circostanza che il soggetto abilitato alla revisione sta operando per
    due o più parti con riguardo ad una questione i cui rispettivi interessi sono in conflitto e ottenere
    il consenso delle stesse per agire in tal senso;
  2. (c)  informare il cliente che, nella prestazione dei servizi proposti, il soggetto abilitato alla revisione
    non agisce in via esclusiva per nessuno dei clienti (per esempio, in un particolare settore del mercato o rispetto ad un determinato servizio) e acquisirne il consenso per agire in tal senso.
220.4 Il soggetto abilitato alla revisione deve anche decidere se applicare una o più delle seguenti misure di salvaguardia supplementari:
(a) l’utilizzo diteamdiassuranceseparatiperlosvolgimentodeidiversiincarichi;
(b) l’adozione di procedure per impedire l’accesso alle informazioni (ad esempio una netta
separazione fisica di tali team di assurance e un’archiviazione dei file riservata e sicura);
(c) la diffusione di indicazioni chiare per i membri del team di assurance che svolgerà l’incarico sui
temi della sicurezza dei dati e della riservatezza;
(d) l’utilizzo diaccordidiriservatezzafirmatidaipartnerdelsoggettoabilitatoallarevisione;
(e) l’effettuazione di verifiche regolari sull’applicazione delle misure di salvaguardia svolte da un
soggetto che si trova ad un livello gerarchicamente sovraordinato non coinvolto negli incarichi relativi a tali clienti.
220.5 Nel caso in cui un conflitto di interessi crei un rischio per l’osservanza di uno o più principi fondamentali, quali l’obiettività, la riservatezza o il comportamento professionale, che non possa essere eliminato o ridotto entro un livello accettabile mediante l’applicazione di misure di salvaguardia, il soggetto abilitato alla revisione non deve accettare uno specifico incarico oppure deve recedere da uno o più incarichi confliggenti.
220.6 Nel caso in cui un soggetto abilitato alla revisione abbia chiesto il consenso ad un cliente ad agire per conto di un’altra parte (che può essere o meno un attuale cliente) relativamente ad una questione in cui i rispettivi interessi sono in conflitto e il cliente abbia rifiutato di prestare tale consenso, egli non deve continuare ad agire per conto di una delle parti nella questione che ha dato origine al conflitto di interessi.
SEZIONE 230
Secondo parere
230. 1 La richiesta ad un soggetto abilitato alla revisione di fornire un secondo parere in merito all’applicazione di principi contabili, di revisione, di rendicontazione e di altri standard o principi in relazione a specifiche circostanze o a specifiche operazioni effettuate da o per conto di una società o di un ente che non sia già cliente, può dar luogo a rischi di mancata osservanza dei principi fondamentali. Per esempio, nel caso in cui il secondo parere non si basi sugli stessi dati che furono messi a disposizione del soggetto abilitato alla revisione in carica oppure si basi su elementi probatori non adeguati, può presentarsi un rischio per l’osservanza dei principi di competenza professionale e di diligenza. L’esistenza e la significatività di tali rischi dipendono dalle circostanze in cui è stato richiesto il secondo parere e da tutti gli altri fatti e ipotesi rilevanti per l’espressione di un giudizio professionale.
230.2 Quando si richiede al soggetto abilitato alla revisione di esprimere tale secondo parere, occorre valutare la significatività di tutti i rischi e applicare le misure di salvaguardia, ove necessarie, per eliminarli o ridurli entro un livello accettabile. Gli esempi di tali misure di salvaguardia includono la richiesta al cliente del permesso di contattare il soggetto abilitato alla revisione in carica, la descrizione, nelle comunicazioni al cliente, delle limitazioni intrinseche al parere e il rilascio al soggetto abilitato alla revisione in carica di una copia del secondo parere.
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230.3 Se la società o l’ente che richiede il secondo parere non acconsente alla comunicazione con il soggetto abilitato alla revisione in carica, il soggetto abilitato alla revisione deve stabilire se, considerate le circostanze, sia appropriato accettare l’incarico.
SEZIONE 240
Compensi e altre tipologie di remunerazione
240.1 Fermo restando quanto previsto dall’art. 10, comma 10, D. Lgs. 39/20104, il soggetto abilitato alla revisione richiede il compenso ritenuto appropriato. Il fatto che egli possa richiedere un compenso inferiore rispetto a quello di un altro non è di per sé contrario ai principi deontologici. Cionondimeno, possono presentarsi rischi di mancata osservanza dei principi fondamentali derivanti dal livello dei compensi richiesti. Ad esempio, nel caso in cui il compenso richiesto sia talmente basso che può essere difficile, a fronte dello stesso, svolgere l’incarico in conformità ai principi tecnici e professionali, ciò può dar luogo al rischio che, a causa dell’interesse personale, vengano meno la competenza professionale e la diligenza.
240.2 L’esistenza e la significatività dei rischi dipendono da fattori quali il livello del compenso richiesto e le prestazioni alle quali si applica. Occorre valutare la significatività dei rischi ed applicare, ove necessarie, le misure di salvaguardia per eliminarli o ridurli entro un livello accettabile. Esempi di tali misure di salvaguardia sono:
  • la comunicazione al cliente delle caratteristiche e della complessità dell’incarico e, in particolare, gli elementi posti alla base dei compensi richiesti, nonché l’indicazione di quali prestazioni sono rese a fronte del compenso richiesto;
  • il rispetto, in ogni caso, del dovere di dedicare un tempo appropriato e di assegnare personale qualificato per lo svolgimento dell’incarico.
240.3 Ai sensi dell’art. 10, comma 9, D. Lgs. 39/2010 il corrispettivo per l’incarico di revisione legale non può essere subordinato ad alcuna condizione, non può essere stabilito in funzione dei risultati della revisione, né può dipendere in alcun modo dalla prestazione di servizi diversi dalla revisione alla società che conferisce l’incarico, alle sue controllate e controllanti, da parte del soggetto abilitato alla revisione o della sua rete. La pattuizione di compensi in funzione del risultato può essere utilizzata per alcuni servizi non di assurance. Tali compensi, tuttavia, possono dar luogo, in talune circostanze, a rischi di mancata osservanza dei principi fondamentali. Essi possono generare il rischio che venga meno l’obiettività a causa dell’interesse personale. L’esistenza e la significatività di tali rischi dipendono da fattori quali:
la natura dell’incarico;
la gamma dei possibili compensi;
gli elementi sulla cui base verrà stabilito il compenso;
la circostanza che l’esito o il risultato dell’operazione debba o meno essere riesaminato da un
soggetto terzo indipendente.
240.4 Occorre valutare la significatività dei rischi e applicare, ove necessario, misure di salvaguardia
4 L’art. 10, comma 10, D. Lgs. 39/2010 prevede che “Il corrispettivo per l’incarico di revisione legale è determinato in modo da garantire la qualità e l’affidabilità dei lavori. A tale fine i soggetti incaricati della revisione legale determinano le risorse professionali e le ore da impiegare nell’incarico avendo riguardo:
a) alla dimensione, composizione e rischiosità delle più significative grandezze patrimoniali, economiche e
b) c)
finanziarie del bilancio della società che conferisce l’incarico, nonché ai profili di rischio connessi al processo di consolidamento dei dati relativi alle società del gruppo;
alla preparazione tecnica e all’esperienza che il lavoro di revisione richiede;
alla necessità di assicurare, oltre all’esecuzione materiale delle verifiche, un’adeguata attività di supervisione e
di indirizzo, nel rispetto dei principi di cui all’articolo 11”.
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per eliminarli o ridurli entro un livello accettabile. Esempi di tali misure di salvaguardia sono:
un accordo scritto preventivo con il cliente in base al quale viene determinata la remunerazione; la comunicazione ai potenziali utilizzatori del lavoro svolto dal soggetto abilitato alla revisione e
degli elementi in base ai quali viene determinata la remunerazione;
la predisposizione di direttive e procedure per il controllo di qualità;
il riesame del lavoro svolto dal soggetto abilitato alla revisione da parte di soggetto terzo
indipendente.
240.5 In alcune circostanze, al soggetto abilitato alla revisione può essere offerto un compenso (referral fee) per la segnalazione di un cliente ad un altro soggetto abilitato alla revisione o esperto. Per esempio, quando il soggetto abilitato alla revisione non fornisce il servizio specifico richiesto, gli può essere offerto un compenso per segnalare un cliente abituale ad un altro soggetto abilitato alla revisione o ad un altro esperto. L’accettazione di tali compensi dà luogo al rischio che, a causa dell’interesse personale, vengano meno l’obiettività, la competenza e la diligenza professionale.
240.6 Il soggetto abilitato alla revisione può anche pagare un compenso per aver acquisito un cliente da un altro soggetto abilitato alla revisione o esperto (referral fee), per esempio, quando il cliente continua ad essere tale per un altro soggetto abilitato alla revisione ma richiede specifiche prestazioni non fornite dal soggetto abilitato alla revisione in carica. Anche il pagamento di tale compenso crea un rischio derivante da interesse personale per il mantenimento dell’obiettività, per la competenza e per la diligenza professionale.
240.7 Relativamente alle referral fee per la segnalazione di un cliente ad un altro soggetto abilitato alla revisione o esperto, occorre valutare la significatività dei rischi ed applicare, ove necessarie, le misure di salvaguardia per eliminarli o ridurli entro un livello accettabile.
Esempi di misure di salvaguardia utili per eliminare tali rischi o per ridurli entro un livello accettabile sono:
  • la comunicazione al cliente degli accordi relativi al fatto che il soggetto abilitato alla revisione pagherà un compenso ad un altro soggetto abilitato alla revisione o esperto a fronte della segnalazione dell’incarico ricevuto;
  • la comunicazione al cliente degli accordi relativi al fatto che il soggetto abilitato alla revisione incasserà un compenso per aver segnalato il cliente ad un altro soggetto abilitato alla revisione o esperto.
    240.7-bis Al soggetto abilitato alla revisione può essere offerta una commissione da parte di terzi (ad esempio da un venditore di software) per la vendita di beni o servizi ad un cliente. Tale offerta dà luogo al rischio che, a causa dell’interesse personale, vengano meno l’obiettività, la competenza e la diligenza professionale. Poiché tale rischio non può essere eliminato né ridotto entro un livello accettabile mediante l’applicazione di misure di salvaguardia, l’accettazione, da parte del soggetto abilitato alla revisione, di commissioni pagate da terzi per la vendita di beni o servizi ad un cliente non è consentita in alcun caso.
240.8 Il soggetto abilitato alla revisione può acquisire, in tutto o in parte, l’attività di un altro soggetto abilitato alla revisione o la sua clientela mediante pagamento di un prezzo corrisposto ai soggetti che ne sono proprietari o ai loro eredi o all’esecutore testamentario. Ai fini dei paragrafi da 240.5 a 240.7-bis, tale pagamento non è considerato quale commissione o referral fee.
SEZIONE 250
Promozione delle prestazioni professionali
250.1 Il fatto che il soggetto abilitato alla revisione cerchi di ottenere nuovi incarichi servendosi di annunci 17
pubblicitari o di altre forme promozionali può dar luogo ad un rischio di mancata osservanza dei principi fondamentali. Si crea, ad esempio, un rischio per l’osservanza del principio del comportamento professionale, derivante da interesse personale, nell’ipotesi in cui le prestazioni, i risultati delle stesse o i servizi offerti siano promossi in modo incompatibile con tale principio.
250.2 Nel promuovere le sue prestazioni, il soggetto abilitato alla revisione non deve portare discredito all’attività di assurance. Egli deve essere onesto e sincero e non deve:
  1. (a)  esagerare nella descrizione della qualità dei servizi offerti, delle qualifiche possedute o delle
    esperienze acquisite; né
  2. (b)  formulare apprezzamenti denigratori o paragoni privi di fondamento rispetto al lavoro di altri.
Se il soggetto abilitato alla revisione nutre dei dubbi sul fatto che una formula pubblicitaria o una modalità di promozione che egli intende utilizzare sia appropriata, deve valutare se consultarsi con l’Autorità di Vigilanza competente.
SEZIONE 260
Regali, ospitalità e altri favori di natura pecuniaria e non pecuniaria
260.1 Tenuto conto di quanto previsto all’art.10, comma 13, D. Lgs. 39/2010, il soggetto abilitato alla revisione, i membri del team di revisione, gli esperti esterni, i responsabili dell’incarico delle controllate significative, un loro stretto familiare o un loro parente con il quale hanno convissuto per almeno un anno non possono, direttamente o indirettamente tramite società o enti ad essi comunque riconducibili, sollecitare o accettare regali o ospitalità o altri favori di natura pecuniaria e non pecuniaria da parte di un cliente o da parte di controllanti e di altri enti consociati, salvo nel caso in cui un terzo informato, obiettivo e ragionevole considererebbe il loro valore trascurabile o insignificante. Tali offerte possono creare un rischio di mancata osservanza dei principi fondamentali. Può, ad esempio, crearsi un rischio per il mantenimento dell’obiettività derivante da interesse personale o da familiarità nel caso in cui venga accettato il regalo di un cliente; oppure può crearsi un rischio che venga meno l’obiettività a causa di intimidazione derivante dalla possibilità che tali offerte siano rese pubbliche.
260.2 L’esistenza e la significatività dei rischi dipendono dalla natura, dal valore e dalle finalità dell’offerta. Qualora siano offerti regali o ospitalità o altri favori di natura pecuniaria e non pecuniaria che un soggetto terzo ragionevole e informato, dopo aver soppesato tutti i fatti e le circostanze specifici, ivi incluse la rilevanza economica dell’offerta per il soggetto che la riceve e la potenziale capacità di tale soggetto di influire sui risultati dell’attività di revisione, reputerebbe trascurabili o irrilevanti; il soggetto abilitato alla revisione può concludere che l’offerta viene fatta nel normale corso degli affari senza l’intenzione specifica di influenzare le sue decisioni o di ottenere informazioni. In questi casi, il soggetto abilitato alla revisione può generalmente concludere che i rischi di mancata osservanza dei principi fondamentali sono di livello accettabile.
260.3 Occorre valutare la significatività dei rischi e applicare, ove necessario, misure di salvaguardia per eliminarli o ridurli entro un livello accettabile; ove ciò non fosse possibile, non deve accettare l’offerta.
SEZIONE 270
Custodia dei beni del cliente
270.1 Il soggetto abilitato alla revisione non deve assumere la custodia del denaro o di altri beni del cliente tranne quando sia previsto dalla legge e, in questo caso, deve agire in conformità agli ulteriori obblighi di legge per la custodia di tali beni.
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I paragrafi 270.2 e 270.3 sono stati lasciati intenzionalmente in bianco.
SEZIONE 280
Obiettività
280.1 Il soggetto abilitato alla revisione deve stabilire se vi siano rischi di mancata osservanza del principio fondamentale dell’obiettività derivanti dall’esistenza di interessi o rapporti con il cliente o con i suoi amministratori o esponenti della direzione o dipendenti e collaboratori. Può, ad esempio, crearsi un rischio relativo al venir meno dell’obiettività a causa della familiarità derivante dall’esistenza di rapporti di parentela o di stretti rapporti personali o di affari.
280.2 Il soggetto abilitato alla revisione che fornisce un servizio di assurance deve essere indipendente dal cliente al quale presta il servizio. L’indipendenza, sia mentale sia agli occhi di terzi, è necessaria per consentirgli di esprimere una conclusione e di manifestare all’esterno che tale conclusione è stata espressa, senza ingerenze, conflitti di interesse o indebite influenze da parte di terzi.
280.3 L’esistenza di rischi relativi al venir meno dell’obiettività dipende dalle particolari circostanze dell’incarico e dalla natura del lavoro che il soggetto abilitato alla revisione deve svolgere.
280.4 Occorre valutare la significatività dei rischi e applicare, ove necessario, le misure di salvaguardia per eliminarli o ridurli entro un livello accettabile. Esempi di tali misure di salvaguardia sono:
  • il cessare di far parte del team di assurance;
  • l’adozione di procedure di supervisione;
  • l’interruzione del rapporto economico o di affari che ha dato luogo al rischio;
  • l’esame della questione con gli amministratori o esponenti della direzione del soggetto abilitato
    alla revisione;
  • l’esame della questione con i responsabili delle attività di governance del cliente.
    Se le misure di salvaguardia non possono eliminare i rischi o ridurli entro un livello accettabile, il soggetto abilitato alla revisione deve rifiutare o interrompere il relativo incarico.
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Il mancato assolvimento della formazione : conseguenze sanzionatorie

Si ricorda che il mancato assolvimento, anche parziale, di tale obbligo (almeno 20 crediti per il 2017 ed almeno 20 crediti per il 2018) entro il termine del 31 dicembre 2018 è sanzionabile da parte del Mef ai sensi dell’articolo 24 dello stesso D.lgs. 39/2010.

" Art. 24  (Provvedimenti del Ministero dell'economia e delle finanze).

1.  Il Ministero dell'economia e delle finanze, quando accerta irregolarità nello svolgimento dell'attività di revisione legale, può applicare le seguenti sanzioni:

a)  un avvertimento, che impone alla persona fisica o giuridica responsabile della violazione di porre termine al comportamento e di astenersi dal ripeterlo; 

b)  una dichiarazione nella quale è indicato che la relazione di revisione non soddisfa i requisiti di cui all'articolo 14; 

c)  la censura, consistente in una dichiarazione pubblica di biasimo, che indica la persona responsabile e la natura della violazione; 

d)  la sanzione amministrativa pecuniaria da mille a centocinquantamila euro; 

e)  la sospensione dal Registro, per un periodo non superiore a tre anni, del soggetto al quale sono ascrivibili le irregolarità connesse all'incarico di revisione legale; 

f)  la revoca di uno o più incarichi di revisione legale; 

g)  il divieto per il revisore legale o la società di revisione legale di accettare nuovi incarichi di revisione legale per un periodo non superiore a tre anni; 

h)  la cancellazione dal Registro del revisore legale, della società di revisione o del responsabile dell'incarico.

2.  Il Ministero dell'economia e delle finanze può applicare le sanzioni di cui al comma 1 nei seguenti casi:

a)  mancato assolvimento dell'obbligo formativo; 

b)  inosservanza degli obblighi di comunicazione delle informazioni di cui all'articolo 7, nonché dei dati comunque richiesti per la corretta individuazione del revisore legale o della società di revisione legale, degli incarichi da essi svolti e dei relativi ricavi e corrispettivi. Nei casi di cui al presente comma, la sanzione amministrativa pecuniaria si applica nella misura da cinquanta euro a duemilacinquecento euro.

3.  Il Ministero dell'economia e delle finanze dispone la cancellazione dal Registro dei revisori legali, della società di revisione o del responsabile della revisione legale quando non ottemperino ai provvedimenti indicati nei commi 1 e 2.

4.  Il revisore cancellato ai sensi del presente articolo può, su richiesta, essere di nuovo iscritto a condizione che siano trascorsi almeno sei anni dal provvedimento di cancellazione.

5.  Il Ministero dell'economia e delle finanze pubblica sul sito istituzionale della revisione legale ogni sanzione amministrativa comminata per violazione delle disposizioni del presente decreto legislativo, comprese le informazioni concernenti il tipo e la natura della violazione e l'identità della persona fisica o giuridica a cui è stata comminata la sanzione.

6.  Nel caso le sanzioni siano oggetto di impugnazione, sul sito internet della revisione legale sono altresì pubblicate le informazioni concernenti lo stato e l'esito dell'impugnazione medesima.

7.  Il Ministero dell'economia e delle finanze può pubblicare le sanzioni in forma anonima nelle seguenti situazioni:

a)  se la pubblicazione dei dati personali riguardanti una persona fisica risulti sproporzionata rispetto al tipo di violazione; 

b)  se la pubblicazione mette a rischio la stabilità dei mercati finanziari o un'indagine penale in corso; 

c)  se la pubblicazione arreca un danno sproporzionato alle istituzioni o alle persone coinvolte.

8.  Le sanzioni comminate ai sensi del presente articolo sono pubblicate sul sito internet istituzionale per un periodo minimo di cinque anni dopo l'esaurimento di tutti i mezzi di impugnazione o la scadenza dei termini previsti. Il Ministero dell'economia e delle finanze, tenuto conto della natura della violazione e degli interessi coinvolti, può stabilire modalità ulteriori per dare pubblicità al provvedimento.

9.  Il Ministero dell'economia e delle finanze quando accerta la mancata o l'inadeguata adozione di un sistema interno di segnalazione, può, tenendo conto della loro gravità:

a)  applicare alla società di revisione legale una sanzione amministrativa pecuniaria da diecimila euro a cinquecentomila euro; 

b)  ordinare alla persona giuridica responsabile della violazione di porre termine al comportamento e di astenersi dal ripeterlo."

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