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Qualifiche professionali in contrapposizione.

Cosa hanno a che vedere i dottori commercialisti con i revisori legali? Nulla!

Se ce ne fosse bisogno si chiarisce ulteriormente che con l'entrate in vigore del DM 19 gennaio 2016 n. 63, pubblicato sulla G.U. 4 maggio 2016 n. 103 e in vigore dal 19 maggio 2016, è stato posto  fine alla questione relativa all’equipollenza dell’esame di idoneità professionale per l’abilitazione all’esercizio della revisione legale con l’esame di Stato per l’abilitazione all’esercizio della professione di Dottore Commercialista ed Esperto Contabile. C'è da chiedersi vale ancora la pena  con i tempi che corrono diventare "Dottore Commercialista" e non piuttosto  Revisore Legale dei Conti?   

Per effetto delle disposizioni ivi contenute, gli aspiranti professionisti non potranno più fruire dell’esonero totale dall’esame da revisore, ma dovranno sostenere una prova “integrativa”, specifica in materia di revisione legale, valida per l’iscrizione al Registro revisori, per fortuna non più gestito dai "Dottori Commercialisti" .

 

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Linee guida per le relazioni dei collegi dei revisori dei conti delle regioni sui rendiconti regionali per l'esercizio 2015

In allegato la delibera della CORTE DEI CONTI del 20 maggio 2016 che detta le linee guida per le relazioni dei collegi dei revisori dei conti delle regioni sui rendiconti regionali per l'esercizio 2015.

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Incarichi professionali? Basta alle clientele politiche

  La Cassazione, con svariate sentenze ha posto un freno  agli incarichi pubblici di matrice 'politica' o ‘clientelare’. Ora anche la Corte dei Conti (Imperia) pone fine a queste pratiche, da sempre utilizzate dalla politica, per "finanziare" i propri uomini di partito con incarichi professionali: Questa cattiva abitudine, riguarda non solo enti locali ma anche Ministeri e Governi. Si fanno leggi per non rispettarne il contenuto. In particolare, si tratta dell’interpretazione della Corte dei Conti (Sezione delle Autonomie) sulla giusta definizione della disciplina condizionalistica contenuta nell’art. 5, comma 5, d.l. n. 78/2010 che sancisce: “Ferme le 3 incompatibilità previste dalla normativa vigente, nei confronti dei titolari di cariche elettive, lo svolgimento di qualsiasi incarico conferito dalle pubbliche amministrazioni di cui al comma 3 dell’articolo 1 della legge 31 dicembre 2009 n. 196, inclusa la partecipazione ad organi collegiali di qualsiasi tipo, può dar luogo esclusivamente al rimborso delle spese sostenute; eventuali gettoni di presenza non possono superare l’importo di 30 euro a seduta”.

Stop, dunque, con gli incarichi professionali, a pagamento, ai consiglieri comunali non solo nell’Ente pubblico in cui sono stati eletti ma anche in tutti gli altri. Spesso accade che ai consiglieri comunali (che nella vita svolgono professioni come architetti, avvocati, ingegneri ma anche veterinari, ndr) eletti in un determinato comune o altro ente pubblico come Provincia o Regione vengano affidati, dalla politica, incarichi professionali in altri Enti il cui costo ricade sull’intera comunità.

Senza se e senza ma  la decisione della Corte “il regime delle incompatibilità vigente, non dispone un divieto di assunzione di ulteriori incarichi da parte dei titolari di cariche elettive, ma esclude la possibilità per costoro di percepire ulteriori emolumenti, facendo salvi i rimborsi spese e i gettoni di presenza per la partecipazione a sedute di organi. Il titolare della carica elettiva e le pubbliche amministrazioni, dunque, non possono non essere consapevoli della tendenziale gratuità dell’incarico conferito a tale soggetto dalle amministrazioni stesse”.

La questione  è stata esposta ai giudici dal Sindaco del Comune di San Vendemiano (TV), il quale, “dopo aver premesso l’elencazione delle norme che regolano la nomina dei revisori dei conti del Comune, e sottolineato che il proprio revisore dei conti è Consigliere comunale in altro Ente, ha rivolto alla Sezione regionale di controllo per il Veneto i seguenti quesiti”:

1) se un revisore dei conti di un Comune, nominato successivamente sia alla entrata in vigore dell’art. 5, comma 5, del d.l. n. 78/2010, sia al nuovo sistema di nomina dell’organo di revisione degli enti locali, abbia diritto a percepire il compenso professionale ai sensi dell’art. 241 del TUEL nel caso in cui sia consigliere comunale in un comune di altra provincia ed abbia rinunciato al gettone di presenza come consigliere comunale;

2) se la dicitura “qualsiasi incarico conferito dalle pubbliche amministrazioni” debba ricomprendere anche gli incarichi legali, di difesa in giudizio e consulenza, e gli incarichi di progettazione.

Ecco la risposta:

“Con riferimento al tenore letterale della norma sopra richiamata, la Sezione remittente afferma, tuttavia, che se la locuzione “svolgimento di qualsiasi incarico conferito dalle pubbliche amministrazioni” fosse applicata letteralmente, anche il 4 consigliere comunale che, ad esempio, in quanto avvocato, fosse destinatario di un incarico legale da parte di un’altra pubblica amministrazione, non potrebbe percepire alcun compenso. Lo svolgimento dell’incarico in altro ente possa dar luogo esclusivamente al rimborso delle spese sostenute o di eventuali gettoni di presenza di importo non superiore a 30 euro a seduta”.

Solo i commercialisti nella loro veste di revisori dei conti sono esenti dall’interpretazione dei giudici relativamente all’emolumento in quanto:“i componenti dell’organo di revisione non possono essere più scelti sulla base della mera iscrizione al registro professionale ed alla candidatura presentata al consiglio, con conseguente nomina intuitu personae, ma devono essere estratti a sorte dalle Prefetture da un elenco formato a livello regionale composto da tutti i soggetti in possesso dei requisiti previsti dai principi contabili internazionali, della qualifica di revisori legali. È dunque possibile configurare una eccezione al principio di tendenziale gratuità di tutti gli incarichi conferiti dalle pubbliche amministrazioni ai titolari di cariche elettive. Tale eccezione è da intendersi riferibile alla sola tipologia di incarichi obbligatori ex lege espressamente indicati dalla predetta norma (collegi dei revisori dei conti e sindacali e revisori dei conti).

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Grazie alla mediazione fiscale, le liti tributarie pendenti in calo del 9% nei primi tre mesi del 2016

Comunicato Stampa N° 111 del 20/06/2016

Ridotti del 18,4% i nuovi contenziosi pervenuti alle Commissioni anche grazie all’istituto della mediazione

Nel periodo gennaio-marzo 2016 le controversie tributarie pendenti si sono ridotte del 9% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, a conferma di un trend positivo iniziato già dal mese di giugno 2012.

Nel trimestre, le controversie pervenute in entrambi i gradi di giudizio sono state 64.560, facendo registrare una riduzione dei nuovi contenziosi del 18,4% (pari a -14.516 ricorsi) rispetto allo stesso periodo del 2015.

Nel periodo in esame le controversie definite sono state 76.790, con una riduzione delle decisioni del -5,3% (pari a -4.272 ricorsi) rispetto all’analogo periodo dell’anno precedente.

Le nuove controversie, presentate in primo grado, presso le Commissioni tributarie provinciali (CTP), sono state pari a 46.539 evidenziando un calo del 23,7%. Tale riduzione, riscontrabile maggiormente nelle cause di valore inferiore a 20 mila euro (-24,1%), è determinata principalmente dall’estensione dell’istituto del reclamo/mediazione, già operativo per gli atti emessi dall’Agenzia delle Entrate, agli atti emessi da tutti gli enti impositori e dalle società di riscossione. I ricorsi definiti, pari a 62.429, mostrano una riduzione del 7,3% rispetto all’analogo periodo del 2015.

Nelle Commissioni tributarie regionali (CTR), gli appelli pervenuti nel periodo gennaio-marzo 2016, pari a 18.021, registrano nel complesso un calo dello 0,6%, mentre le nuove controversie di valore inferiore a 20.000 euro mostrano un incremento del 3,3%. Le definizioni, pari a 14.361 provvedimenti, registrano un aumento del 4,53%.

Nelle CTP la quota di giudizi completamente favorevoli all’Ente impositore è stata di circa il 46%, per un valore complessivo di 2.854,01 milioni di euro, mentre quella dei giudizi completamente favorevoli al contribuente è stata di circa il 32%, per un valore di 1.489,01 milioni di euro. La percentuale delle controversie concluse con giudizi intermedi è stata di circa il 12%, per un valore complessivo di 882,47 milioni di euro.

Nelle CTR, invece, la quota di giudizi completamente favorevoli all’Ente impositore è stata di circa il 47%, per un valore complessivo di 853,72 milioni di euro, quella dei giudizi completamente positivi nei confronti del contribuente è stata pari a circa il 39%, per un valore complessivo di 1.058,28 milioni di euro. Le controversie concluse con giudizi intermedi rappresentano circa il 9%, per un valore complessivo di 388,92 milioni di euro.

Tutte le statistiche e le analisi del contenzioso tributario sono disponibili sul sito internet del Dipartimento delle Finanze

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Posticipato al 6 luglio 2016 il termine per versare le imposte

Studi di settore: posticipato al 6 luglio 2016 il termine per versare le imposte
Comunicato Stampa N° 107 del 14/06/2016
Slitta dal 16 giugno al 6 luglio 2016, il termine per effettuare i versamenti derivanti dalla dichiarazione dei redditi, dalla dichiarazione Irap e dalla dichiarazione unificata annuale da parte dei contribuenti che esercitano attività economiche per le quali sono stati elaborati gli studi di settore. Lo prevede il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro dell'Economia e delle Finanze, Pier Carlo Padoan, che è stato firmato dal premier Matteo Renzi e che è in corso di pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale.
Dal 7 luglio e fino al 22 agosto 2016 i versamenti possono essere eseguiti con una lieve maggiorazione, a titolo di interesse, pari allo 0,40 per cento.

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Senza la mediazione Giustizia in crisi.

Una premessa molto interessante quella prospettata da Confindustria alla Commissione di studio per la riforma degli strumenti di A.D.R.

"L’interesse di Confindustria nei confronti degli strumenti di giustizia alternativa (cd. ADR) nasce dall’esigenza delle imprese di gestire il contenzioso aziendale in maniera efficiente".

Leggi il contributo nelle "ULTIME NOTIZIE " del sito www.anpar.it

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Assunzioni di revisori legali dei conti nelle istituzioni dell’U.E.

L’Unione Europea  indice un corcorso  per l’assunzione  di amministratori della revisione dei conti con il compito di  coadiuvare i decisori. In particolare, forniscono sostegno ai superiori gerarchici dell’istituzione di appartenenza effettuando revisione per una vasta gamma di politiche dell’UE, di cui controllano la conformità con le disposizioni legislative e regolamentari nonché l’ottimizzazione delle risorse. 

Termine ultimo per l’iscrizione: 14 giugno 2016 alle ore 12 (mezzogiorno), ora di Bruxelles 

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Bando Formatori per la preparazione all'esame di revisore legale

E' indetta per l’anno  2016 una procedura di selezione per titoli per docenti e formatori titolari dei corsi/attività coinvolti nella formazione  per la preparazione all'esame dei revisori legali.  

SCADENZA per la presentazione delle domande: 30 maggio 2016

La presentazione delle domande completa di curriculum  di partecipazione vanno inviate per posta certificata al seguenteindirizzo e-mail:

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