Registro revisori: cosa debbono fare i sospesi?

 

La normativa è chiara ed inequivocabile in merito agli adempimenti da porre in essere per non essere cancellati dal registro.

…..Omissis……”Decorsi ulteriori sei mesi dalla data del provvedimento senza che l’iscritto abbia provveduto a regolarizzare i contributi omessi, verrà disposta la cancellazione dal Registro dei revisori legali ai sensi del citato articolo 24-ter, comma 4, del decreto legislativo 27 gennaio 2010, n. 39.”

Ma chi sono i revisori e le società sospesi?

La sospensione (per morosità), come comunicato dal M.E.F. riguarda 14.408 revisori  e 48 società di revisione). 

Ricordiamo che per l’anno 2018 il contributo annuale è pari ad euro 26,85 da versare in un’unica soluzione entro il 31 gennaio 2018. Il pagamento potrà essere eseguito utilizzando i servizi del sistema pagoPA, tramite gli strumenti di pagamento elettronico resi disponibili dalla piattaforma, direttamente dal sito web della revisione legale o presso gli intermediari autorizzati. Il ministero ha comunicato via PEC ai revisori iscritti al registro la quantificazione del contributo e le modalità di pagamento. Si consiglia di controllare la PEC comunicata al MEF per effettuare il pagamento nei modi e termini prestabiliti. 

In caso di errori od omissioni vi è sempre la possibilità di ravvedersi: nel caso sono dovuti gli interessi nella misura legale, con decorrenza dalla scadenza e sino alla data dell’effettivo versamento, nonché gli oneri amministrativi connessi alla correlata attività di riscossione. (Per tutte le istruzioni su versamento e ravvedimento la pagina del MEF è: https://www.revisionelegale.mef.gov.it/opencms/opencms/Revisione-legale/ContributiAnnuali/ ).

Per i revisori sospesi vi sono sei mesi di tempo per provvedere al pagamento omesso dell’anno 2017.

Se, il pagamento del contributo omesso,  dovesse essere effettuato dopo i sei mesi dalla sospensione scatta l’automatica cancellazione dal Registro.

Si ricorda  che il revisore sospeso non può svolgere attività di revisione, per cui i soggetti attivi professionalmente che sono finiti nell’elenco dovranno attivarsi nel più breve tempo possibile per sanare la propria posizione o per ricorrere contro eventuali errori commessi dal MEF.